Napoli paga di più i tagli cattedre
Sara' Napoli a pagare il maggiore tributo di cattedre per i tagli alla scuola previsti dalla manovra economica nei prossimi 4 anni. Emerge da calcoli de Il Sole 24 ore. Via il 10% delle cattedre (87.245 insegnanti) e il 17% del personale tecnico (42.500). Ai primi posti per cattedre perse,dopo Napoli (4.000 docenti),si piazzano Roma (3.892)) e Milano (3.451). Le meno colpite invece Isernia (116), Gorizia (140), Asti (196) e Verbania (197).Risparmi previsti, 3,2 mld entro il 2012.
La scuola non finisce mai
Una scuola che non finisce mai, che continua a produrre e divulgare cultura anche nelle calde sere d’estate, quasi ritenesse perenne la sua missione educativa. Il Liceo Classico “Leonardo da Vinci” di Molfetta, nell’ambito del Programma Nazionale “Scuole aperte”, presenta “DANTE tra le strade”, una performance teatrale dei suoi studenti che si terrà mercoledì 2 luglio, alle ore 21, nel tratto di strada antistante la scuola. Una performance di taglio assai originale, che unisce in sé l’antico e suggestivo Liceo Classico, luogo-nicchia degli studi danteschi per tante generazioni di giovani, e la recitazione “per la strada”, come momento di coinvolgimento cittadino, ma anche di ripresa della tradizione trecentesca, attestata dai biografi danteschi, che l’Inferno fosse recitato per le strade di Firenze. La parola dantesca, di bruciante attualità per la sua valenza fonosimbolica, etica e politica, ripropone il miracolo di un Poeta così arduo ma, da tanti secoli, così popolare per la sua capacità di rendere accessibile a tutti la cultura classica. Ancora una volta il Liceo Classico, con la dirigenza della prof.ssa Maria Depalma, si propone come centro propulsore di cultura nella città. Il progetto è stato curato dalle docenti Marta Giancaspro, Maria Teresa Mezzina e Marianna Turtur. La regia della performance dantesca è di Matilde Bonaccia, con musiche di Pantaleo Annese, coreografia di Emiliana Pappagallo e scenografia di Gianluca De Pinto.
Caos nel recupero debiti
Sul recupero dei debiti scolastici il caos regna sovrano. La denuncia arriva dalla "Rete degli studenti", associazione studentesca nata nel marzo 2007 che, a poco meno di un mese di distanza dall'apertura dello sportello "sos debiti", traccia un primo bilancio di quanto sta accadendo nelle scuole italiane.Tanti gli studenti che non sono stati informati sulle modalità di recupero, su come verranno svolte le verifiche, su quali sono i docenti che possono fare i corsi estivi e a chi spetta invece la valutazione finale: «Spesso le famiglie e gli studenti hanno avuto dalla scuola una comunicazione tardiva e contraddittoria, comunque insufficiente per intervenire sul recupero dei debiti - denunciano i ragazzi- . Molti sono i casi in cui i corsi al termine del primo quadrimestre non sono stati realizzati o sono stati realizzati solo in maniera parziale». Tra gli esempi più eclatanti, prosegue la nota diffusa da Rete degli Studenti, quello dell'istituto di Mestre che non ha fatto nessun corso adducendo come scusa la svogliatezza degli studenti; dell'istituto di Palermo che ha bocciato 200 studenti su 700, passando per le scuole di Padova e di Verona che fanno pagare i corsi agli studenti. Poca chiarezza c'è anche nella verifiche che ci saranno d'estate e in quelle fatte per il recupero dei debiti del primo quadrimestre: gli studenti lamentano voti raccolti in interrogazioni solitarie al pomeriggio, compiti in classe che valgono come prove per assolvimento del debito, voti scritti a matita, registri scomparsi. Insomma, un totale caos, tanto che alcuni di loro starebbero valutando l'ipotesi di ricorsi collettivi in scuole dove non si sono fatti i corsi o dove sono avvenute gravi irregolarità. «Abbiamo aggiunto al nostro servizio delle FAQ (domande poste frequentemente n.d.r.), che verranno aggiornate periodicamente - conclude la Rete degli Studenti -. Presto pubblicheremo i primi risultati statistici sulle segnalazioni che ci sono stata fatte, che invieremo anche al ministro Gelmini»
Da settembre 25.000 in ruolo
Ultimo treno per le assunzioni nella scuola. Da settembre saranno immessi in ruolo 25mila insegnanti e 7mila Ata (amministrativi, tecnici, ausiliari). Poi per qualche anno sarà molto difficile assistere a nuove nomine. Soprattutto perché dal 2009 scatteranno i tagli previsti dalla "manovra d'estate", che stabilisce una riduzione di 70mila cattedre (in aggiunta alle 22mila cancellazioni in arrivo come eredità del Governo Prodi) e di 43mila posti per gli Ata. A quel punto sarà arduo cancellare da una parte e assumere dall'altra. Anche se si tratta di numeri decisamente alti che nel periodo di riferimento della Finanziaria – 2009/2011 – potrebbero provocare un corto circuito tra disponibilità delle cattedre e quote da eliminare. Perché la restrizione dei posti, dapprima erode lo spazio per le supplenze, poi finisce – inevitabilmente – per colpire anche chi oggi è regolarmente in servizio a tempo indeterminato. Rendendo probabili gli esuberi. Questo, sul piano delle cifre. Poi resterà sempre da coniugare l'esigenza del servizio con le finalità dei tagli e l'innalzamento della qualità del sistema.«Con queste assunzioni il ministero dell'Istruzione ha voluto rispondere ai precedenti impegni presi, compatibilmente con la sostenibilità economica disponibile», è scritto nel comunicato di Viale Trastevere. «È comunque intendimento del ministero avviare subito un processo di revisione della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti che eviti il riprodursi del precariato», conclude la nota.Parole alle quali fa eco l'intervento di Walter Veltroni: «La scuola subisce tagli alla cieca e il ministro Gelmini è stato commissariato da Tremonti», ha detto ieri il leader dell'opposizione durante una conferenza stampa. «Le 25mila assunzioni sono la metà esatta di quanto previsto dalla Finanziaria 2008 e dei posti effettivamente vacanti», ha commentato la senatrice Mariangela Bastico (Pd), ex viceministro dell'Istruzione.Il fronte sindacale ha accolto con favore l'annuncio, ma reputa del tutto insufficiente il numero delle immissioni.
Esame col "cell", espulso
Esame col "cell", espulso. Snobba la circolare ministeriale, tiene il cellulare accesso durante la terza prova scritta della Maturità, ma si fa scoprire dai professori e viene espulso. Niente orali per uno studente genovese dell’Istituto Gastaldi-Giorgi. La commissione d’esame è stata costretta da un regolamento del ministero dell’Istruzione ad agire contro il ragazzo. Si tratta dell’unico caso di irregolarità, per ora, fra i corridoi delle scuole ligure. Lo scorso anno una ragazza del liceo classico Doria, a Genova, era stata espulsa per aver copiato la versione da internet.